|
1-Siate organizzati.
Tenete le
scorte di cancelleria sempre a portata di mano.
“Mamma, dov’è
il righello ?”
Per evitare
affannose ricerche in tutti i cassetti di casa dedicate uno spazio,un
cassetto, una scatola o un angolo dell’armadio, vicino al luogo dove vostro
figlio fa i compiti e tenete tutto li ! Utilizzate l’elenco di materiale
che vi avranno dato le insegnanti e, se potete, tenete tutto doppio come
scorta…Non andrà a male, non temete !
|
2-Ottimizzate gli spazi.
Non tutti i
bambini studiano meglio in silenzio o seduti alla scrivania. Siate
flessibili al riguardo, può essere che vostro figlio studi meglio con musica
di sottofondo,o seduto al tavolo di cucina mentre preparate cena.
Lasciategli scegliere quello che preferisce, l’importante sono i risultati…e
che i compiti vengano fatti !
|
|
3-Riordinate gli spazi.
Fategli tenere
a portata di mano solo l’occorrente al momento. Aiutatelo a focalizzare una
materia alla volta, togliendo dal tavolo materiale, libri, compasso,
lasciando a portata di mano solo il necessario per la materia che sta
studiando in quel momento.
|
4-Utilizzate una agenda giornaliera.
Preparate a
vostro figlio un foglio settimanale dove possa inserire gli impegni,sia
scolastici che extrascolastici. Consultarlo lo aiuterà ad organizzarsi al
meglio e a preparare lo zaino per il giorno successivo.
|
|
5-Organizzate i siti Internet.
Preparate insieme a lui un elenco di siti Internet
utili quando deve svolgere le sue ricerche. Eviterà di perdere tempo o di
“capitare” su siti che sarebbe meglio evitare !
|
6-Organizzate la libreria.
Uno scaffale
con libri inerenti gli argomenti scolastici e cartellini con materiale
stampato da Internet può aiutarlo molto durante le ricerche.
|
|
7-Fissate degli orari.
Decidete un
orario quotidiano durante il quale studiare e mantenetelo !
Insieme a
vostro figlio decidete in quale orario saranno svolti i compiti sia durante
la settimana che durante il week-end, prendendo in considerazione tutti
gli altri impegni e cercate di rispettarlo. Quando non ha compiti
utilizzate il tempo previsto per ripassare o approfondire un argomento
|
8-Con dolcezza.
Evitate uno
stacco “brutale” tra l’orario del gioco e quello dei compiti.
Può essere
difficile per lui interrompere il piacevole momento del gioco per
concentrarsi su altro. Aiutatelo nella transizione dandogli un piccolo
compito intermedio o facendogli fare merenda tra i 2 compiti.
|
|
9-Dategli una spintarella di “buon inizio”.
Se il bambino
e’ insicuro in qualche materia iniziate i compiti insieme a lui,
chiaritegli i punti che non gli sono chiari. Rimanete vicino per rispondere
ad eventuali altre domande poi lasciatelo proseguire da solo.
|
10-Fate i compiti nel giusto ordine.
Quando i
compiti sono più di uno vostro figlio non sa da quale cominciare ?
Alcuni
preferiscono iniziare con i più semplici, passando via via ai più
difficili. Questo aiuta a costruire e rafforzare la stima in sé. Altri
provano sollievo se eseguono prima i più difficili e si “tolgono il
pensiero”. Provate entrambe le situazioni per vedere quale funziona meglio
nel vostro caso. Non siate rigidi comunque, se vi pare che rimanga
“incastrato” in un compito difficile fategli fare una pausa ed interrompete
magari facendo esercizi più semplici. Affronterà nuovamente il compito
difficile con nuova energia.
|
|
11-Createvi dei tempi.
Se vostro
figlio ha difficoltà a concentrarsi per lungo tempo “spezzate” i compiti in
più “pezzi”.
Stabilite
insieme a lui quando tempo e’ necessario per fare gli esercizi che gli sono
stati assegnati,poi dividete in 2 o 3 il tempo necessario. Inframmezzate i
compiti con dei piccoli breaks.
|
12-Aiutatelo ad organizzare i compiti
impegnativi.
Fate in modo
che i progetti a lungo termine, come potrebbe essere una ricerca che deve
fare per la settimana successiva, vengano suddivisi in compiti più leggeri,
ponendogli degli obiettivi quotidiani raggiungibili. Questo procedimento
lo aiuta a focalizzare sul concetto di “un passo alla volta”, mantiene la
motivazione e gli insegna a pianificare.
|
|
13-Ponigli delle domande chiave
Quando vostro
figlio rimane bloccato su un argomento, ponetegli delle domande in modo da
guidarlo verso le risposte invece di dare voi direttamente le risposte. Se è
“incastrato” su un problema di matematica, ad esempio, fategli riguardare un
problema risolto in precedenza. Poi chiedetegli quale passo farebbe come
prima cosa. Guidatelo attraverso i passaggi fino a quando le cose gli sono
più chiare. Le vostre domande lo guideranno verso la comprensione.
|
14-Fategli da modello.
Utilizzate il
tempo durante il quale vostro figlio fa i compiti per svolgere attività
lavorative.
Ad esempio
sedetevi al suo fianco per essere a portata di “orecchio” se ha necessità
ma nel contempo controllate gli estratti conto della banca, le bollette,
pianificate la vostra settimana o simili. Siategli di esempio nel mostrare
che alcune cose non e’ possibile farle bene guardando la televisione nello
stesso momento !
|
|
15- Siate positivi.
Se vostro figlio “sente” che svolgete alcuni compiti
con dispiacere, farà altrettanto. E’ ormai provato che le sensazioni che
proviamo hanno un diretto coinvolgimento nell’apprendimento e apprendere
quando si è di umore rilassato è certamente meglio che apprendere in uno
stato di noia o insoddisfazione.
|
16-Lasciate che si prenda le sue
responsabilità.
Non salvatelo durante le emergenze ! A tutti i bambini
capita di dimenticarsi di fare un compito o di farlo male. Quando accade,
e accadrà sicuramente, evitate di correre in soccorso sostituendovi a lui.
Magari passando la serata a colorare dei fogli. Siategli vicino mentre lo
fa, controllate con lui come fare, aiutatelo a chiamare un compagno di
classe per verificare meglio il compito che magari ha dimenticato di
scrivere sul diario. Se proprio non si riesce a fare il compito in
questione non scrivete una nota di scuse per lui sul diario. Piuttosto
fatela scrivere a lui ( ovviamente se l’età lo consente….) e firmatela
entrambi. Lo aiuterà a prendersi le sue responsabilità.
Se le maestre, com’e’ probabile, non sono abituate a
questo chiedete un colloquio e spiegate le vostre ragioni.
|
|
17- Siate un consulente.
I compiti di
vostro figlio sono suoi, non vostri. Fate in modo che sappia che voi ci
siete, accanto a lui se necessità spiegazioni ma limitatevi ad un ruolo di
consulenza. Aiutatelo ad imparare ad aiutarsi. Evitate di commentare i
compiti, a meno che vi venga espressamente richiesto.
Fategli notare
se vedete degli errori ma lasciate decidere a lui se correggere o meno.
Vedere gli errori fatti serve all’insegnante per comprendere il processo di
apprendimento.
|
18-Chiedete aiuto.
Ci sono
situazioni o materie che vi rendono non adatti ad aiutare. Se stargli
vicino durante i compiti vi procura frustrazione cercate un aiuto esterno.
Questo non sempre significa prendere costose lezioni private. Potreste ad
esempio accordarvi con un altro genitore che può aiutare sia il proprio che
vostro figlio mentre voi date disponibilità ad aiutare in una materia nella
quale vi sentite più ferrati. Potreste chiedere ad un parente o ad amici.
E’ molto meglio mantenere una buona relazione affettuosa con vostro figlio
che entrare in un pericoloso circolo di rabbia e frustrazione. Per
entrambi.
|
|
19- Sapere quando fermarsi.
Può capitare a
volte che vostro figlio sia troppo stanco o frustrato per continuare a
svolgere un compito. E’ il momento per fermarsi. Scrivete una spiegazione
per l’insegnante e siate alleati con vostro figlio. Solo se e quando
veramente necessario.
|
20- Controllate i compiti già corretti
dall’insegnante.
Può essere un
ottimo momento per apprezzare il lavoro e i progressi fatti . Potrete anche
notare materie nelle quali e’ necessario approfondimento o ripasso.
|
|
21- Premiate i miglioramenti.
Dare premi
occasionali in caso di ottimi risultate può essere molto motivante. Quando
affronta compiti difficili e riesce a portali a termine premiatelo (magari
lasciandogli scegliere il prossimo DVD che noleggerete). Considerate anche
premi per progetti a lungo termine, preparate una “scaletta” di premi con
gradini intermedi, sarà di sicuro incentivante !
|
22- Trasformatelo in un insegnante !
Insegnare agli
altri chiarisce meglio quello che si sa. Chiedetegli: “perché” “come” “in
che modo”?
Spiegandovi le
cose ( lasciategli pensare che veramente voi non le sappiate….) si chiarirà
meglio i concetti e vedrà se la preparazione è sufficiente.
|
|
23- Mantenete alto l’interesse !
Quando
possibile, trovate un collegamento con argomenti che sono di suo interesse.
Ad esempio se in un compito di italiano deve scrivere 5 frasi, suggeritegli
di scriverle sul suo hobby o sport preferito o sul vostro cane. Essendo
realmente coinvolto nell’argomento lo svolgerà con miglior impegno e minor
fatica.
|
24- Cambiate scenario.
Se possibile
cercate di variare le situazioni e i posti in cui fa i compiti. Montate
una tenda in giardino, una casetta sull’albero, un tavolo per pic-nic al
parco comunale ( ovviamente se in orari calmi e tranquilli, non con 20
bambini che giocano agli indiani intorno ! ) o in spiaggia. Rendete il
momento dei compiti un momento speciale !
|